Tavola XXXVIApprossimata
La costruzione in 99 passi

Quincunce cosmatesco

Il grande pavimento davanti all’altare maggiore dell’abbazia di Westminster fu posato nel 1268 per ordine di Enrico III. Gli artigiani vennero da Roma, «con a capo un uomo di nome Odoricus», e il pavimento è opera cosmatesca, da una delle famiglie di artigiani che vi si specializzarono. L’abbazia ne descrive il disegno: «un’ampia cornice con un rettangolo al centro di ogni lato e cinque dischi tra un rettangolo e l’altro», dentro di essa «un altro quadrato disposto di traverso, con gli angoli rivolti a nord, sud, est e ovest», grandi dischi nei quattro spazi tra i due, e nel quadrato ruotato «un disegno detto quincunce, con un grande disco proprio al centro, affiancato da quattro dischi come in orbita attorno al centro». Di quei quattro, «uno è circolare, uno esagonale, uno ettagonale e uno ottagonale». Questa tavola disegna quello schema. I riempimenti, tutti diversi, sono tralasciati, e l’ordine dei quattro è nostro. Un cerchio regge tutto il resto. Percorso tre volte dal suo punto più alto con la sua stessa apertura, arriva al più basso; gli archi attorno al punto alto e a quello basso, aperti fino al secondo segno, si incrociano ai due lati, e la linea per quegli incroci taglia il cerchio negli altri due angoli del quadrato ruotato. Archi con la prima apertura attorno a quegli angoli si incrociano negli angoli del quadrato che lo contiene, e le sue diagonali tagliano il cerchio nei centri dei dischi d’angolo, ciascuno tangente alla cornice e al quadrato ruotato. Il cerchio per i punti medi dei lati del quadrato ruotato colloca i quattro dischi in orbita; la linea per due dei loro centri prosegue fin dove uno tocca un lato, e quell’apertura traccia tutti e quattro. Il disco centrale, metà del primo cerchio, li tocca tutti. L’esagono nasce da due archi con l’apertura stessa del disco, l’ottagono dal suo quadrato come lo tagliano i libretti, ogni angolo tracciato per il centro. L’ettagono si percorre con metà del lato del triangolo inscritto, come in Il sette non si chiude, e il suo settimo passo resta corto di 0,78 gradi, perciò il pavimento è approssimato. I rettangoli e i dischi piccoli della cornice sono posti a occhio.

Fonti

  • Dean and Chapter of Westminster, Cosmati Pavement, le pagine di storia dell’abbazia