Arco a quattro centri
Un arco a quattro centri è basso, largo e acuto: ogni lato gira su due centri, uno piccolo sulla linea d’imposta e uno grande molto più in basso. John Henry Parker data il Perpendicular dal 1377 al 1547. Nelle sue finestre più tarde, scrive, l’arco a quattro centri «cominciò allora a usarsi largamente» e «fu via via ribassato, finché ogni bellezza di proporzione andò perduta». I suoi portali «hanno in genere una forma prevalente, un arco ribassato entro una cornice quadrata, e sopra di esso un gocciolatoio»; il portale ovest di Fotheringhay, del 1435, ha «cerchi fogliati nei pennacchi». Parker non dà modo di tracciare l’arco, così la costruzione qui è nostra, ed è esatta. Delle vesiche dividono la luce in quarti, come per l’arco inflesso. Attorno a ogni punto di quarto, con metà della luce, si taglia la verticale sotto l’imposta, e i quattro punti fanno un quadrato sotto l’arco. Una linea da ogni angolo inferiore per il punto di quarto dell’altro lato prosegue fino a tagliare il cerchio piccolo attorno a quel punto, tracciato con un quarto della luce dall’imposta. Attorno all’angolo inferiore, per quel punto d’incrocio, il cerchio grande arriva al centro e incontra il suo compagno. I due cerchi hanno i centri su una linea che passa per l’incrocio, e la curva lì gira senza spigolo. La chiave sta a 0,4239 della luce sopra l’imposta. La cornice quadrata, il gocciolatoio e i cerchi fogliati seguono il portale di Parker; sono disegnati dalle misure dell’arco, ogni cerchio grande quanto il suo pennacchio consente.
Fonti
- John Henry Parker, A B C of Gothic Architecture, 1881, pp. 186, 196, 199 e 201