Un saggio

Perché il compasso

Che cosa significò il compasso per i lapicidi che disegnarono le cattedrali, che cosa dicono le fonti delle loro logge e in che cosa differiscono i liberi muratori.

Due strumenti

Ogni figura di questo sito è tracciata con due strumenti, un compasso e una riga, da un centro dichiarato e un’apertura dichiarata. I lapicidi che costruirono le cattedrali lavoravano allo stesso modo. I loro disegni si conservano di rado su pergamena; si conservano sul pavimento.

Il pavimento di tracciamento

In Inghilterra si conservano due pavimenti di tracciamento medievali in gesso, nel duomo di York e a Wells. I lapicidi incidevano le linee nel gesso con compasso e punta, a grandezza naturale, e lo lisciavano di nuovo quando un disegno aveva servito. A Wells vi fu tracciata la volta del chiostro orientale intorno al 1420 a 1433; i disegni di York vanno dal 1360 circa al 1500 circa.

Una misura

Lorenz Lechler scrisse nel 1516 un’istruzione per il figlio Moritz, nota solo da copie fatte dal 1593 al 1596. Prende la larghezza del coro come unità e ne ricava le altre misure di una semplice chiesa a sala. Mathes Roriczer stampò il suo libretto sul pinnacolo a Ratisbona nel 1486, con il consenso del vescovo: tutto l’alzato nasce da un quadrato, con quadrati ruotati al suo interno. Lon Shelby, che curò i libretti, li legge come procedure da seguire, non come teoria.

Tavola XXIIIEsatta

Ritrovare il centro perduto, dal libretto dei lapicidi Geometria deutsch: due corde, le loro metà e il punto dove stava il compasso.

Leggi la tavola

La loggia e il suo libro

L’ordinamento dei lapicidi del 1459, concordato a Ratisbona e a Strasburgo, protegge il mestiere. Nessun operaio né maestro «deve istruire altri» fuori di esso; nessuno «deve accettare denaro da un collega in cambio dell’insegnamento»; e il maestro che custodisce il libro della loggia «deve badare che non venga copiato». Gli storici ritengono oggi che il segreto fosse a stento fatto rispettare. I metodi sembrano segreti perché erano insegnati a mano, in anni di apprendistato, e di rado messi per iscritto.

Senza scienza

A Milano, nel 1399 e nel 1400, il maestro francese Jean Mignot trovò l’opera del duomo «in pericolo di ruina», perché era stata fatta «sine scienzia». La disputa se innalzare l’edificio sul quadrato o sul triangolo è ben documentata. Che cosa Mignot intendesse per scienzia non lo è: si discute ancora se intendesse davvero la geometria.

Dalla loggia ai liberi muratori

William Schaw, sovrintendente ai lavori di Giacomo VI, diede statuti alle logge scozzesi nel 1598 e nel 1599, quando erano ancora logge di lapicidi al lavoro. Il 16 ottobre 1646 Elias Ashmole scrisse nel suo diario: «Fui fatto libero muratore a Warrington, nel Lancashire». Quella loggia, a quanto pare, non era più di lapicidi. La Gran Loggia di Londra si data al 1717, o secondo una lettura più recente al 1721.

I liberi muratori presero la squadra e il compasso come emblemi morali. Ereditarono le immagini e la forma della loggia, non la geometria dei lapicidi. Nessuna fonte che abbiamo trovato sostiene un potere nascosto nell’emblema, né una linea ininterrotta dalle logge delle cattedrali alle logge di oggi.

Qui

Il compasso di questo sito è il compasso dei lapicidi, non l’emblema: un’apertura riportata da un punto al successivo finché una figura si chiude, o si mostra che non può.

Fonti

  • Buchanan e Webb, il pavimento di tracciamento di Wells, British Art Studies, 2017
  • University of York, il pavimento di tracciamento del duomo di York
  • Drawing Matter, Medieval masons and tracing floors
  • Lorenz Lechler, Neue Deutsche Biographie, e Wikipedia (inglese), Lorenz Lechler
  • Lon R. Shelby, Gothic Design Techniques: The Fifteenth Century Design Booklets of Mathes Roriczer and Hanns Schmuttermayer, 1977
  • Wikipedia (inglese), Mathes Roriczer
  • L’ordinamento di Strasburgo del 1459, tradotto in inglese da Vincent Lombardo secondo Krause, 1810
  • James Ackerman, Ars Sine Scientia Nihil Est: Gothic Theory of Architecture at the Cathedral of Milan, The Art Bulletin 31, 1949
  • Giulia Ceriani Sebregondi, 2019, sulla scienzia di Mignot
  • David Stevenson, The Origins of Freemasonry, 1988
  • C. H. Josten, a cura di, Elias Ashmole, 1966, vol. II, pp. 395 e 396
  • David Harrison, 1717 or 1721