Tavola XLIVEsatta
La costruzione in 34 passi

Palato

William St John Hope racconta come le partizioni dello scudo si moltiplicarono: «una serie pari di pali produsse una striatura verticale chiamata palato». Dei primi armoriali scrive che «il palato di sei pezzi è anch’esso un numero normale», e che il numero «deve essere sempre pari, o i pezzi alterni diventeranno fasce o pali»: con un numero dispari si leggerebbero pali posti su un campo, non un campo partito. Qui è palato di sei pezzi, d’argento e d’azzurro. Hope non dà regola per tracciarlo, così la costruzione qui è nostra, ed è esatta; è la prima metà della costruzione dello scaccato. Una catena di cerchi di una sola apertura avanza lungo il bordo superiore. Ogni coppia di cerchi vicini si taglia due volte, una sopra il bordo e una sotto, e la linea per i due tagli scende a piombo: sette linee così, le due esterne i lati dello scudo. Un arco di due aperture attorno a ciascun angolo superiore segna il piede del suo lato, e i fianchi si tracciano con la larghezza, ciascuno dal piede del lato opposto. Ogni palo è largo un’apertura.

Fonti

  • W. H. St. John Hope, Heraldry for Craftsmen and Designers, 1913, pp. 42, 43 e 49